ANTONIETTA LOSITO

L'ARTE DONATA
L'ARTE DONATA

 

Voleva

 

 

Volevo mi disse sedendomi vicino

Volevo,continuò sussurrandolo piano

Volevo, così cominciò il suo cammino:

volevo guarire la mia depressione

allontanandomi dai ricordi amari

di un’infanzia e un’adolescenza

vissuta accanto ad un padre-padrone;

volevo reagire alla disillusione

di un matrimonio nel quale avevo riposto

la speranza di un futuro migliore;

volevo sfuggire all’ ignoranza

che genera dolore

e alla sapienza

di chi crede

di non aver più nulla da imparare;

volevo lasciare il palco d’onore

a colei che predicava

l’odio e il rancore

e abilmente li mascherava

con la veste della ragione;

volevo trovare

nel mondo reale

amici sinceri

capaci di profondi pensieri.

Volevo volare

e invece mi sentivo morire.

Volevo disse coprendosi il volto con le mani

volevo pensare positivamente al mio domani.

La guardavo intensamente

e ascoltavo impotente

quel canto di dolore.

Nel silenzio trascorsi le ore.

 

 

 

 

Finalista al concorso “speciale donna 2011” indetto dall’associazione MAREL in collaborazione con biblioteche di Roma e provincia di Roma.

 

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Il burbero inverno

 

Racconta neve,

scriverò sul quaderno

la storia bizzarra del burbero Inverno

“ Arrivò preceduto da un’aria sottile

spodestando dal trono Autunno gentile.

Tolse l’oro dalle chiome dei faggi,

al freddo e al gelo chiese d’essere suoi paggi.

Tinse di grigio gli istanti dei giorni con bravura,

al sonno ordinò di avvolgere l’intera natura.

Gli uomini appesantì di acciacchi e malanni,

rese  la vita più ricca d’affanni.

Poi una notte fece un sogno ammonitore che scalfì la durezza del suo cuore.

Vide distesa sulla terra indurita,

una fanciulla di fiori inghirlandata,

smunta, avvizzita, dall’aria malata.

Chiese allora al sole di allungare le ore,

di riscaldare la terra con il suo calore.

Lentamente Inverno allentò la sua presa

e lasciò che Primavera sbocciasse  fra la di tutti  sorpresa”.

 

Personaggi di romanzi scritti da Antonietta ed illustrati da lei.

ROSE
ROSE
JOHN
JOHN

 

Il Tempo Perso

 

Assopita giacevo

nei sotterranei della anima

quando il pianto sommesso

della ragione mi svegliò

dal lungo sonno

e accanto a me rinvenni

il corpo esanime del Tempo Perso.

Seduta di fronte a me

la razionalità mi invitò ad agire,

ad alzarmi in piedi

a ricominciare a camminare.

Cautamente mi accompagnò

lì dove avrei potuto capire

perché nella seduzione del sogno

avevo rinunciato anche a sentire.

Mi fu chiaro

che avevo tentato un riparo

contro il gelo delle tue parole,

che mi ero rinchiusa in esso

per affrontare

il vento impetuoso del tuo umore,

che avevo risposto con il silenzio

al rumore di chi come te

non voleva imparare ad ascoltare.

Addormentandomi avevo pensato

di sfuggire all’aridità del tuo cuore

che soffocandomi si attorcigliava

intorno ai rami del mio dolore.

 

 

l tempo perso: finalista al concorso il Federiciano 2011 indetto da Aletti editore e città di Rocca Imperiale.

 

 

  

Ricordi madre...

 

 

 

Ricordi, madre, 

pomeriggi assolati
tra tende di bianco cotone
mosse dal vento di maestrale:
profumava il gelsomino in fiore,
e  silenzio  e  canto di cicale. 
Ricordi, madre,
lunghe giornate a contemplare
gli umori cangianti del mare,
la bellezza dei suoi colori,
e ascoltarne suoni,  accettarne doni.

Ricordi, madre,   sensazioni d’autunno

aria lieve d’imminente inverno

e il rantolar dell’acqua  
giù per la grondaia

e l’odore del pane sfornato,

nel telo, sotto la piattaia. 
Ricordi, ancora,

giorni lunghi d’inverno,
tacita neve di fine cristallo

e la pace del focolare,      

e le storie da raccontare.

Ricordi, madre…

 

 

 

 

Ricordi Madre: opera selezionate nell’antologia Diglielo al vento-Donna in poesia- versi al femminile Associazione culturale Darmatan- progetto Flanerì

 

 

Se tu tornassi

 

Se tu tornassi adesso

vedresti Autunno

giocar con le foglie,

Rugiada bagnarle al mattino,

Pioggia scuotere l’aria silenziosa.

Se tu tornassi,

vedresti rondini migrare

e luce declinante

filtrare attraverso mutate chiome.

Passeggeremmo insieme nel bosco

tenendoci per mano

tra l’oro dei faggi

e rosso degli aceri.

Come bambini

ascolteremo echi di fiabe

danzando al suono del vento.

Se tu tornassi,

intreccerei gemme tra i capelli,

scioglierei lacrime,

dipingerei sorrisi,

nell’aria spargerei odore di zenzero

e cannella

...se tu tornassi.

 

 

 

 

Assenza

 

Avvolgi sera tra braccia scure

la pallida luna

sovrana di ogni malinconia

Nel vasto silenzio,

sotto fronde fulgenti di stelle

ascolto sussurri di vento,

e rumore di mare lontano

Stringo fogli nella mano

ne inspiro l’odore

e nella quiete lentamente

pronuncio il tuo nome:

-Ti amo- mi scrivevi

-come un giardino ama il sole,

come un fiume ama la pioggia

come un’onda che accarezza la spiaggia-.

Una stanza vuota è la tua assenza,

dolore sottile che lacera il cuore.

O notte, aggiungi

minuti alle tue ore

e io le riempirò di sogni...

 

 

Malinconia d’autunno

 

 

 

Aria fresca e sibilante

lieve sussurrare di venti

nuvole bianche, erranti,

disegnano mutevoli figure

tra brandelli di cielo azzurro.

Cammino sola

tra vigneti fiammeggianti,

sentieri d’autunno,

arcobaleni

di colori caldi.

Nei pressi di

una vecchia casa colonica

ritorno con la mente

ai luoghi dell’infanzia :

risuona l’eco della giovinezza.

 

 

 

 

Malinconia D’autunno on line sul sito www.flanerì.com

Inedite Assenza e Se tu tornassi

 

 GRUPPO CULTURALE
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