RENZO PINTERPE

I MISTERI DELLA RELIGIONE CATTOLICA

DIREI CHE IN QUESTA IMMAGINE STRAORDINARIA, LO SPIRITO SANTO ERA ANCHE LUI BEN PRESENTE ! SARA' UN CASO CHE IL VENTO SIA STATO COSI' TEMPESTIVAMENTE DISPONIBILE A SFOGLIARE ANCHE IL SANTO VANGELO?

                                           MEDITIAMO

                                      Novella Torregiani

AMORE SOLO PER AMORE

 

 

Rispondete,

cieli per ogn’uom creati,

non fu forse Marktl Am Inn

la fiabesca cittadina

dell’Alta Baviera,

ricca, nobile e famosa

che, sul filone della pace,

sommi natali dette,

e gloriosi,

al decimo sesto tra i Vostri

Benedetti?

E, tale lietissimo evento,

dal lavacro battesimale

subito accompagnato,

non avvenne, forse, un Sabato Santo,

nel sedicesimo giorno

del risorgente aprile d’un anno,

il millenovecentoventisette,

incastonato tra le due guerre?

Tutti ispirate,

cieli di puro spirito formati,

e guidate l’anime curiose,

fate loro sorvolare

la fervente fede che,

dalla più tenera infanzia,

formò Joseph.

Mostrate loro i pacifici e operosi

Germani che lo educarono,

senza cullare alcun sogno

d’esser superuomini.

Evidenziate

come divenne grande

il Suo nome,

già prefigurazione

del biblico sogno in cui

tutte le spighe a Lui,

come prescelto,

si sarebbero inchinate.

Profetate,

cieli su incorruttibile ambrosia

fondati,

anche agli autentici ciechi e sordi

ch’infinite turbe

sull’adirata terra s’adunano.

Rivelate

come i valenti madre e padre,

la sorella e il fratello a Lui maggiori

intorno al fanciullino

una santa famiglia formassero.

Come Sant’Agostino, insuperato campione,

Frate Bonaventura,

nella e della verità consolidatore,

e quel Blaise che fede e ragione seppe unire

permeassero la cultura in cui crebbe

il tenero cristiano,

preparandoLo

all’erudito, geniale e grande

Concilio innovatore.

Parlate

degli spaventosi stermini

da tanto poco senno arrecati,

che non risparmiarono neanche

il cugino e compagno,

invano tanto amato.

Narrate le Sue numerose, bibliche

fughe e rinascite,

fino al Sacerdozio Santo,

sogno con gioia realizzato

nel cinquantunesimo anno

del secolo passato.

Lodate,

cieli che l’umile innalzate,

gli alti, vasti e profondi studi,

il fervido impegno

del futuro professore e alto prelato.

Poiché sicuramente avrete annotato,

nell’aureo libro della vita,

la Sua magistrale sapienza;

la dolcezza degli occhi teneri e paterni;

la fermezza della Sua chiara voce.

Nonché la testimonianza forte

eppur pacata,

di semplice e umile operaio

nella vigna del Signore.

La sicura scienza teologica

del religioso alemanno,

che chiaramente rifulse

nei lunghi e complessi lavori conciliari,

l’avrebbe alfine distinto,

parimenti determinando

l’umana e sacra

Sua fortuna.

 

Consolate,

cieli che la travagliata terra

mai abbandonate

gli stanchi testimoni,

ricordando che, per loro e non a caso,

nel settantasette,

Paolo, l’eroico nocchiere,

nel ventiquattresimo giorno di marzo,

Lui nominò Arcivescovo di Monaco

e Frisinga.

E certamente non per errore,

tre mesi dopo,

nel ventisettesimo giorno,

lo elevò alla dignità di Cardinale.

Rammentate

che, nell’ottantuno,

da Giovanni Paolo 2°, il Papa Magno,

giunse la prestigiosa nomina a Prefetto

della Congregazione per la dottrina

della fede.

Fiducia sempre riconfermatagli,

fino alla sofferta morte,

in quel tristissimo due d’aprile

dell’anno del Signore

duemilacinque.

Ma, pochi giorni dopo,

esattamente il diciannove,

gli fu affidato

ben altro primato:

Infatti l’anelato e lieto annuncio

"Habemus Papam",

proprio Lui consacrò.

Glorificate,

cieli che l’umana storia intessete,

quel sommo pastore.

Poiché, da quel dì,

Papa Benedetto ebbe

l’enorme responsabilità di reggere

un così sterminato regno.

Me ne sovvengono

i seguenti, commossi esempi.

La visita alla Casa dello Studente,

l’eloquente ricordo della preghiera

di Chi stentava a credere …

Notevole, inoltre,

con la piena comprensione d’oggi,

il dono prezioso del Suo Pallio,

deposto sulle spoglie di Celestino quinto,

il ventotto di quello stesso aprile

indelebilmente inciso

in tanti spiriti.

E, nel seguente duemiladieci,

la visita a Sulmona,

sulle tracce della rinuncia

del Padre della Perdonanza Celestiniana.

Pellegrinaggi che furono

un volontario omaggio a Pietro,

a tanto amante della libertà

ch’a ogni onore rinunciò

per pregare in perfetta solitudine,

come ben disaminò l’alto Petrarca

nel "De vita solitaria".

Tale Onorare,

oggi, lascia supporre

come la nuova rinuncia di Benedetto,

nella fine del passato febbraio,

pur accelerata da dispiaceri recenti,

sia stata lungamente pensata.

Credo che a lungo meditate saranno anche

le rinnovate scelte di preghiera

del Papa Emerito,

la chiusura dei Suoi appartamenti,

il novello Concilio,

sotto lo sguardo ammonitore

dei trascendentali capolavori,

nella Cappella Sistina.

Nonché gli umili esempi

e norme elementari

di Papa Francesco,

il salesiano a noi giunto,

come assoluta primizia,

dalle remote terre d’Argentina,

ma dalle radici

che indissolubilmente lo legano

alla nostra Italia.

 

Renzo Pinterpe Marzo 2013

 

 

 

 

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AMORE MATERNO

Amanat universale

 

Ricordi ancora,

tesoro universale,

la notte in cui hai incontrato

i tuoi sei assassini,

abbrutiti e inferociti dall’alcol?

Ricordi quando hanno picchiato

il tuo amico e crocifisso te,

inerme farfalla

nel massimo fulgore degli anni?

Mi sembra di vederti,

un momento prima del ratto fatale,

su un anonimo automezzo,

invisibile nel caos di New Delhi,

pura come fiore di loto

galleggiare sul pantano

che t’avrebbe presto ingoiata,

insieme al tuo futuro

e alle speranze di molti …

Io credo che Dio onnipotente,

il nostro Signore universale

abbia già risanato

le tue mortali ferite,

fatto di nuovo risplendere in te

la sublime bellezza.

Io spero che il tuo soffrire,

la disperazione dall’Uttar Pradesh

dei tuoi genitori,

il pianto delle civili persone

facciano pentire

questo squallido mondo,

rinsavire le genti.

Io auspico che ogni donna

finalmente viva

senza il tremito della paura,

in pace e libertà,

perché universalmente dovute.                 Renzo Pinterpe

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STORIA DELLA MIA VITA-

Mi chiamo Renzo Pinterpe. Sono nato a Barquisimeto,

Venezuela, il 26/11/58. Dopo varie vicissitudini, dipendenti

principalmente da problemi di salute di mia madre, mi sono

definitivamente stabilito in Italia, nel terzo anno delle

elementari, rimanendo affidato alle cure di mio padre.

Dopo i cinque anni delle elementari ed i tre delle medie,

mi sono iscritto alle superiori, indirizzo commerciale, e conta-

bile. Mentre frequentavo il primo anno di queste ultime ho perso

mia madre, rimasta sempre in Venezuela. Non molto tempo

dopo, durante il servizio militare, nel 1979, ho dovuto

affrontare anche la scomparsa del padre. E' stato allora che ho avvertito il bisogno di tornare alle origini, vivendo circa due anni con la famiglia di mio fratello Bernardino, a Barquisimeto, ed altri due, circa, con quella di mia sorella Secondina, nei pressi di S. Cristobal. Grazie al loro calore umano ed alla loro ospitalità sono riuscito a superare uno dei periodi più bui della mia vita: l'uomo, nell'amore, è segno del potere creativo di Dio.

All'arrivo al mio paesetto, S. Pio delle Camere, a 25 Km dal-

l'Aquila, ho iniziato a lavorare in una azienda commerciale, nella

la contabilità. Nel 1992 ho sposato Vittoria. Il nostro matrimonio è stato benedetto dalla nascita di tre figli: Giada (1993), Aurora (1997) e Leonardo (2002). Amo molto la musica, tanto che faccio parte del coro di Barisciano, un paese che conta circa 2000 abitanti. Mi è sempre piaciuto molto leggere. Ho cominciato a scrivere poesie perché era il modo più facile che avevo di esprimermi. Dopo ho cercato di depurare le fonti dell'ispirazione, cercando di privilegiare al massimo quella verità che questo mondo tanto odia, evitando la banalità e la superbia.

Non saprei dire quanto sia riuscito in questo sforzo, che con-

tinua con la stessa convinzione anche oggi.

 

INVIATA IL 31 GENNAIO 2013

 

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Renzo Pinterpe

 

 

 

 

    

 

 

 

 

 

 GRUPPO CULTURALE
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